In queste settiname a Goa ho preso l'abitudine di mangiare sempre nello stesso posto: il ristorante che si affaccia sul parcheggio di sabbia. Detta così sembra una schifezza... ma passa di tutto là davanti, comprese le mie adorate mucche. Mi siedo verso le tre del pomeriggio, orario in cui Goa è deserta, e guardo quello che succede. Mi capita di stare lì e ridere da sola per un sacco di motivi e grande è la mia tristezza nel non condividerli con voi.
A forza di ridere da sola però ho attirato l'attenzione del cameriere nepalese ("true india") che detta come va detta è un gran bono (n.d.r. manifesto i miei dubbi). Roba che in Italia avrebbe un grappolo di fighette ai piedi mentre qui è solo un nepalese: dimostrazione che non capiscono 'na cippa!
Sudhir, questo è il suo nome, quando mi vede ridere viene al tavolo e mi chiede "perchè ridi?" e poi quando glielo spiego ride di gusto pure lui. Quando finisco il pasto generalmente me ne vado, ma lui mi fa sempre cenno di restare e io qua mi trovo bene. Se mi si avvicinano tipi che mi guardano insistentemente lui si mette dietro le mie spalle e mi protegge. Quando mi vede triste mi dice una stupidaggine.
Da quello che ho visto i nepalesi hanno un approccio migliore con le donne e sono meno insistenti, insomma Nepal rules!
Sudhir lavora per quello che in Europa sono 30 euro al mese, dieci ore al giorno, ha il tempo solo per dormire (nel ristorante tra l'altro), insomma è uno schiavo moderno. Ora siamo diventati amici anche se è impaurito dal farsi vedere che parla con me, dice che qui tutti si fanno i fatti degli altri: ma che è siamo nel medioevo? Non si può neanche parlare? Qui se due di sesso opposto parlano tra di loro alle dieci di sera può essere solo una cosa: tu sei una assatanata che acchiappa gli indiani e lui è uno fortunato. Ma visto che non è indi ma nepalese è solo uno stronzo da guardare con sospetto.
Sudhir non ha famiglia, a quanto dice, è solo. In realtà ha una moglie in Nepal, ma non so sinceramente quanto si vedano visto che lavora qui praticamente tutto l'anno. Si sta laureando in sociologia e il suo sogno è aprire un ristorante in Nepal...se nella mia vita faccio un minimo di soldi giuro che glielo compro!
Non so quanto io e lui abbiamo da dirci, ma ride di gusto e ha un buon senso dell`umorismo: fa una bellissima imitazione dell`indiano medio che quando che vede una ragazza bianca vuole farsi fare una foto con lei, è bravissimo!
Temo che odi noi giovani turisti dell`Europa, sa che per lui tutte le strade sono chiuse: "Io non potrò mai fare quello che fai tu" dice e ha ragione, lui è prigioniero nel Goa.
Fortunatamente è molto rilassato, sa che con i soldi si risolve tutto e lui che non li ha è inutile che si preoccupi troppo. Sta nei ranghi, non fa nulla di male e spera di scappare, prima o poi.
In quell'Europa ricca e fashion da dove proveniamo noi sarebbe un gran bel figo e farebbe il cameriere in un locale cool: qui è solo uno schiavo, solo e pure combattuto. Non conosce cosa c'è oltre il muro dell`India, sa solo che è un mondo a lui non concesso. Mi sembra una persona intelligente e condividiamo questa distanza siderale. Comunque ci siamo incontrati e e abbiamo riso assieme.
Magari, parlando, scopriremmo che sotto allo stesso cielo abbiamo avuto le stesse malinconie e le stesse tristezze.
E io per poco sono arrivata oltre al muro dell`Europa.
A forza di ridere da sola però ho attirato l'attenzione del cameriere nepalese ("true india") che detta come va detta è un gran bono (n.d.r. manifesto i miei dubbi). Roba che in Italia avrebbe un grappolo di fighette ai piedi mentre qui è solo un nepalese: dimostrazione che non capiscono 'na cippa!
Sudhir, questo è il suo nome, quando mi vede ridere viene al tavolo e mi chiede "perchè ridi?" e poi quando glielo spiego ride di gusto pure lui. Quando finisco il pasto generalmente me ne vado, ma lui mi fa sempre cenno di restare e io qua mi trovo bene. Se mi si avvicinano tipi che mi guardano insistentemente lui si mette dietro le mie spalle e mi protegge. Quando mi vede triste mi dice una stupidaggine.
Da quello che ho visto i nepalesi hanno un approccio migliore con le donne e sono meno insistenti, insomma Nepal rules!
Sudhir lavora per quello che in Europa sono 30 euro al mese, dieci ore al giorno, ha il tempo solo per dormire (nel ristorante tra l'altro), insomma è uno schiavo moderno. Ora siamo diventati amici anche se è impaurito dal farsi vedere che parla con me, dice che qui tutti si fanno i fatti degli altri: ma che è siamo nel medioevo? Non si può neanche parlare? Qui se due di sesso opposto parlano tra di loro alle dieci di sera può essere solo una cosa: tu sei una assatanata che acchiappa gli indiani e lui è uno fortunato. Ma visto che non è indi ma nepalese è solo uno stronzo da guardare con sospetto.
Sudhir non ha famiglia, a quanto dice, è solo. In realtà ha una moglie in Nepal, ma non so sinceramente quanto si vedano visto che lavora qui praticamente tutto l'anno. Si sta laureando in sociologia e il suo sogno è aprire un ristorante in Nepal...se nella mia vita faccio un minimo di soldi giuro che glielo compro!
Non so quanto io e lui abbiamo da dirci, ma ride di gusto e ha un buon senso dell`umorismo: fa una bellissima imitazione dell`indiano medio che quando che vede una ragazza bianca vuole farsi fare una foto con lei, è bravissimo!
Temo che odi noi giovani turisti dell`Europa, sa che per lui tutte le strade sono chiuse: "Io non potrò mai fare quello che fai tu" dice e ha ragione, lui è prigioniero nel Goa.
Fortunatamente è molto rilassato, sa che con i soldi si risolve tutto e lui che non li ha è inutile che si preoccupi troppo. Sta nei ranghi, non fa nulla di male e spera di scappare, prima o poi.
In quell'Europa ricca e fashion da dove proveniamo noi sarebbe un gran bel figo e farebbe il cameriere in un locale cool: qui è solo uno schiavo, solo e pure combattuto. Non conosce cosa c'è oltre il muro dell`India, sa solo che è un mondo a lui non concesso. Mi sembra una persona intelligente e condividiamo questa distanza siderale. Comunque ci siamo incontrati e e abbiamo riso assieme.
Magari, parlando, scopriremmo che sotto allo stesso cielo abbiamo avuto le stesse malinconie e le stesse tristezze.
E io per poco sono arrivata oltre al muro dell`Europa.
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