La mamma è la dolce Cecilie, che oramai è innamorata di me e quando mi vede mi abbraccia e parla affettuosamente...spero dica cose carine.
È arrivata ad imboccarmi, quando giro per casa la vedo arrivare con cucchiai pieni di cibo o pezzi di frutta e mi dice "un chirì" che in malliali è "un altro po'"
e io ingozzata a forza continuo a dire "too much too much" a bocca piena, pensa la scena. Ma lei se ne frega perchè l'indi-pensiero è insistere finchè non cedi o strafregarsene totalmente di quello che dici. E io che ho la forza di volontà di una scimmia, davanti ai biscotti cedo dopo due secondi. Cecilie si sforza di parlare inglese ma lo ha mallealizzato e quando lo parla io sono sempre convinta che sia malleali, poi scopro che mi chiedeva cose del tipo "is hot?". È molto dolce e ha una risata bellissima, si vede che ride proprio di cuore, una volta si è messa a piangere dal gran che rideva.Poi c'è il marito che ha un nome ma tutti lo chiamano Waccacham, non so perchè. È molto buffo perchè dopo giorni di mutismo ho scoperto che sa un po' di inglese (una lingua tutta sua ma comprensibile) e quindi adesso ci lanciamo in strane chiacchierate la sera sul portico. Lui ha questo vergognosissimo vizio... fuma! E ha talmente il senso di colpa che quando mi vede fumare mi viene vicino e si accende una sigaretta, chissà da quanto sognava un compagno! È un vero fumatore, si gusta veramente la sigaretta, si sveglia pure verso le quattro per fumarsene una al fresco della notte. Due giorni fa io Waccacham e il Grand Father (il nonno, un vecchio vecchissimo con buffe orecchie rifoderate di pelo) eravamo in un paesello. Grand Father non ha ben capito il saluto italiano e quando mi si avvicina per darmi un bacio sulla guancia tira una bella annusata, avvicina la faccia alle mie orecchie e tira su col naso più forte che può, non ho cuore di spiegargli come funziona...Comunque è un signore molto tenero ma non bisogna fumare davanti a Grand Father e quindi il povero Waccacham da venticinque anni fuma dietro agli alberi o nei bagni. E l'ho visto nascondersi in
mezzo al traffico pur di non farsi vedere mentre fuma da Grand Father (chiamato Chacchan).
Tornati a casa ho confessato che non voglio farmi vedere dal nonno quando fumo, visto che oramai temo e rispetto anch'io orecchie pelose e Waccacham sconsolato mi guarda e dice "I know..." nel suo buffo inglese.
Insomma Waccacham è un uomo molto paziente e tranquillo, ama guardare gli alberi e leggere il giornale.
Mi ha fatto un sacco di domande sul prezzo delle cose in Italia e sugli stipendi e secondo me paragonava tutto a "quante vacche posso comprarmi con questi soldi?" perchè siamo arrivati alla conclusione che con il mio stipendio si possono comprare ben cinque vitelle! (n.d.r. quale stipendio?) Per natale spero di farmene una.
Poi c'è la mia cara Jubil, la figlia, con cui ho passato molto tempo. Lei è la mia traduttrice ufficiale ha diciassette anni ed è molto simpatica, purtroppo fa praticamente solo quello che le dice il fratello e non ha la minima intenzione di emanciparsi. In casa hanno questo bastardo computer che c'ha una pippa ogni volta che provi ad accenderlo. Lei non memorizza mai nulla, appena c'è un problema chiama il fratello o lo aspetta per comprare qualsiasi cosa e così via: si è pigramente addormentata in questa parte, non si chiede se mai sia utile essere un minimo indipendente per le piccole cose almeno. Mi chiedo che vita avrà, che lavoro farà, cosa potrà fare fuori dal suo nido iperprotetto da cui si allontana solo per andare a scuola o in chiesa.
Sono molto divertenti le sue risposte. Io la subisso di domande su cos'è questo o quello o dov'è la fermata del bus etc e lei spesso si limita a diri solo "yah!" che è un sì bello deciso e anche un po "sì deficiente...". Il "no" è detto stretto e raramente perche agli indiani non piace dirlo o comunque non poter fare nulla per te. E poi l`utilissimo "some problem" usato innumerevoli volte. Il pc non va? "Ehm... some problem". Passa il vicino matto? "Some problem". Il tuk tuk ci lascia in mezzo alla strada? "Some problem" e così via, e lei me lo dice quasi annoiata, per farmi stare zitta visto che la dolce Jubil è dotata di una pazienza trascendentale.
E in ultima LA grande risposta, il passpartout dell'India, la frase che conosce pure il mistico più mistico rinchiuso dentro a una caverna da cent`anni: NO PROBLEM! Tutti non mancano di metterlo ovunque e naturalmente, se mai verrete in India, non fidatevi! Il "no problem" semplicemente procrastina il "some problem" di cui sopra. Don't believe it!
Comunque Jubil è molto tenera e mi dice sempre che ora ho due sorelle, la prenderò alla lettera!
Infine c'è l'uomo di casa, il giovane Jobin. Ha ventitrè anni e sta fuori quasi tutto il giorno, è un caro ragazzo ma ha questa simpatica usanza di trattarti come un'animaletto domestico. Io sono l'ospite, per giunta donna, e quindi è normale che stia a casa a farmi ingozzare come una tacchina ed esca solo per le gite che lui organizza o lasci che lui mi compri i biglietti per i viaggi e le ricariche e lo spazzolino...
Io voglio andare in città a comprare, che so', due metri di corda per impiccarmi e lui si antepone dicendo "faccio io, compro io" e tu non puoi farci proprio nulla.Mi ha costretto a fare lo shopping più straziante della mia vita, portandomi nel posto più costoso della città, dove mi ha fissato per un'ora e pareva avere pure una certa fretta.
Alla fine ho preso un vestito a forza.
Guardavo un completo e sentivo dietro di me l'immancabile "take it!" o "you like? take!". Ho preso il più sobrio (n.d.r. esprimo perplessità sul concetto tondolesco di sobrietà) ma è caldissimo e l'ho messo solo una volta. Lo stesso le scarpe, "ti piacciono? prendile!". Risultato ho un paio di sandali che mi uccidono e un vestito troppo caldo che non ho potuto pagare. È uno strazio perchè vuole offrirmi tutto ma poi non manca di dirmi quanto noi siamo fortunati o quanti soldi prendo io o se in famiglia abbiamo delle macchine o il computer, facendomi sentire una merda, perchè anche il più pezzente di noi (e dico veramente il più sfigato) qua è un pascià. Comunque a natale io e Waccacham ci compriamo una bella vitella che chiamerò Libertà.

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