sabato 14 maggio 2011

Nessuno mette Bebi (chadra) in un angolo

Finalmente dopo giorni di viaggi travagliati, alberghi pieni di gente che fa bordello e scarafaggi instancabili, la vita qua nel Kerala scorre lentamente. Mi sento solo un po’ imprigionata perché queste squisite e ospitali persone delle grasse campagne indiane sono di una gentilezza e di un’invadenza soffocante, mi ingozzano come un’oca e se sto lì a non far nulla mi propongono cibo in continuazione. Sono arrivata a buttare riso nella foresta, a rimetterlo nella pentola, a buttare il the nel lavandino passeggiando distrattamente per casa. È impossibile rifiutare, confido nella diarrea.
Che dire, mi sveglio la mattina immersa in questa foresta di cocchi e vado a lavare i panni al fiume e mi spapero pure io. Rotolo sui massi per ore. Sulle rive vedo donne e bambini che stanno lì come me e vacche che pascolano, a tratti sembra il paradiso terrestre dei testimoni di geova.
Vi devo parlare del vicino di casa che è veramente una forza: si chiama Bebi Chadra ed è un vecchietto magro come un chiodo e indossa il tipico vestito del Kerala, che consiste in un lenzuolo lungo fino ai piedi allacciato in vita e una camicia. Tutti gli uomini qui sembrano usciti di fretta dal bagno, poi ti accorgi che è il vestito tradizionale. E quando ci sono occasioni importanti hanno il lenzuolo e la camicia stirati. Quando Bebi mi vede vuole assolutamente comunicare, ma non sa una parola di inglese. Ho provato con il mio dizionario indi/urdu ma lui parla un’altra stramaledetta lingua: il mallelali. Che pare il linguaggio dei puffi, perché anche nel discorso più breve ci infilano la parola malleali...malleali di qua malleali di là...Quindi mi guarda, mi offre un mango e sfodera un sorriso, scuote la testa e ride, ride tutto compiaciuto: sembra uscito da un cartone animato e porterei Bebi e il suo stinto lenzuolo arancione a casa con me! Mi ha mostrato orgoglioso la sua vacca (battezzata Churie) e le sue galline. Ieri è passato a darmi un regalo e a dirmi che son tanto simpatica, ha impacchettato con cura un sacchetto di noccioline, sono commossa!
Ho notato che le case degli indiani sono più spartane che mai (poveri e non). Hanno una considerazione di quello che può essere anche il più minimo abbellimento pari a zero! Hanno pure una scarsissima considerazione della pulizia e dell`ordine, in confronto qualunque casa italiana sembra  leccata centimetro per centimetro. La mamma indiana (perché gli uomini al solito non fanno nulla in casa) se ne stra-ciccia di passare pure, che so, lo straccio e in cucina vige un’anarchia totale. Io approvo!
Nelle case c’è sempre, dico sempre, l’altare all’idolo. Io ora sono da dei cristiani (cattolici) e qui c’è una libreria dedicata a tutti i santi. A completare l`opera c`e` pure, in cima in cima, una bella riproduzione di gesù che se guardato da un’altra angolazione diventa il sacro cuore trafitto dalle spade, così, per farsi quattro risate. Immagini di madri badesse cattivissime e madonne di ogni dimensione, fiori di plastica e qualche lucetta. Insomma un orrore, farebbe senso pure a mia nonna ma è morta e non può vedere. Però ci tengono sempre a precisare che l’India è la culla per tutte le religioni e che nessuna vuole prevaricare sull’altra...chapeau!
A me il concetto predefinito di un dio vecchio miliardi di anni che sforna una fiaba per ogni occasione mi accascia, ma che vuoi mai, se uno ci crede,  che ci creda! Giorni fa, non so per quale scherzo divino mi sono alzata alle sei per andare a messa. In una chiesa spersa nella foresta mi sono sfrantumata le balle con salmi in malleali inframmezzati da cori abbastanza particolari che devo dire non mi hanno fatto schifo...ma... a un certo punto... tac! Parte la dance dalle casse ai lati dell’altare. Una “unza unza” stile bar di Riccione e il prete che avanza con l’ostia… roba mai vista! Qui va molto il rosa per le case e quasi tutte le chiese sono rosa maiale sotto lsd. Dentro ai luoghi sacri ci sono riproduzioni di gesù in tutte le salse, ho pure visto penzolare sopra l’altare (a me inspiegabile)
un cartonato/foto di una mano che regge l’ostia e il calice... ma perché una riproduzione così? Ma sarà ben brutta? (n.d.r ATTENZIONE: parte il pippone etico-religioso tipico tondoliano) Insomma la messa è una cacatura ovunque nel mondo e penso che dio è pur sempre un pacco. Se questa gente fosse meno povera se ne fregherebbe di tutta questa religiosità, purtroppo mi tocca dire che dio aiuta veramente i poveri, aiuta chi non ha nulla. Per questo in Italia ci sono tanti credenti a cazzo di cane, la gente non ha bisogno di dio, lo usa solo quando fa comodo.
Però poi ci teniamo Berlusconi.

1 commento:

  1. io vi lovvo a entrambe. cmq me la spiegate la dinamica di sto blog? f. scrive e s. pubblica? baci a bo e in india da roma... sara

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