Mentre pagavo per una ciotola di riso sono stata raggirata da un maledetto babbeo che mi ha rubato 100 rupie con la scusa che non aveva il resto ed è scomparso. Se non hai i soldi contati ti senti sempre dire che non hanno il resto, dubitate gente! Sembra sempre che siano a corto di banconote di piccolo taglie in modo che sia impossibile darti quanto dovuto. Come quel libro "Ho servito il re di Inghilterra" di Hrabal, dove il protagonista dal binario vendeva salsicce a quelli sul treno e faceva sempre il gesto di cercare le monetine finchè il treno non partiva e lui si teneva allegramente i soldi.
Poi, a una fermata nel nulla scendo a fumarmi una sigartetta e mentre sto li tranquilla mi sento tirare per il colletto: è la polizia ferroviaria. Mi intima di seguirla nel vagone riservato alla sicurezza, io sudo freddo e mi chiedo mai che pena dovrò pagare per aver fumato in stazione...per inciso ve lo dico, è proibito.
Puoi pisciare in stazione, puoi cagare in stazione, puoi sputare, dormire, vomitare, buttare tutta l'immondizia che vuoi ma non fumare! L'ho fatto presente ai poliziotti, che si sono fatti belle risate e poi tutti circospetti mi hanno fatto: "Non e` che c`hai una sigaretta europea?" Ma vaaaaaaaa! Cioè questo grullo voleva solo una sigaretta e quando gli ho mostrato le sigarette indiane (che sono identiche alle nostre tra l'altro..) deluso mi ha detto "Ohhh, no speravo sigarette italiane". Insomma chissà che c'è per lui nelle nostre sigarette...mah.
Poi quando hanno scoperto che viaggiavo da sola mi sono ritrovata con la scorta, tutti stì baffoni che mi circondavano e mi facevano sorrisoni, tutti uguali a Saddam.
Dovreste vedere che bello il paesaggio che cambia, dal paradiso del Kerala, ai campi coltivati a fiori del Karnataka, alle palme del Goa, agli imponenti alberi di Mombay ad adesso: un principio di "deserto" nel Madhya Pradesh. Terra secca a perdita d'occhio, con qualche cespuglietto.
Vedo a tratti carovane di vacche bianche e qualche coraggioso in bicicletta nel nulla più totale! La tundra calda! Non so perchè ma in tutto il vagone ci sono solo uomini musulmani e ad ogni stazione è tutto un Salam Aleikum e baci e su baci.Qui gli uomini sono molto affettuosi i tra di loro, si tengono la mano e si accoccolano mentre dormono, come gatti. Con me nello scomparto ci sono due fratelli del Bangladesh che mi difendono a modo loro e ogni volta che qualcuno fa per sedersi vicino al mio posto loro ribadiscono che quello ad una certa ora è il mio letto e quindi fuori dalle balle e tutti si inchinano e se ne vanno.
Alle dieci mi viene un sonno pazzesco e il treno è talmente pieno che c'è gente che dorme per terra e nelle giunture delle carrozze. Le luci si spengono, i ventilatori continuano con il loro ronzio infinito e io cullata dal vagone mi addormento come un sasso.
Quando nella notte fonda si sente un grido! Le luci si accendono, il treno si ferma, tutti si alzano e sbaraccano lenzuoli e marmocchi in tre secondi e corrono di qua e di la con una rapidità incredibile...
Quando nella notte fonda si sente un grido! Le luci si accendono, il treno si ferma, tutti si alzano e sbaraccano lenzuoli e marmocchi in tre secondi e corrono di qua e di la con una rapidità incredibile...
Io rimango impietrita e stringo il tascapane che ho nei pantaloni.
Ho pensato: cazzarola il Mullah Omar con la sua gamba di legno e il sidecar, i terroristi, gli integralisti, linotipisti, centralinisti...no! niente di tutto questo...
Ho pensato: cazzarola il Mullah Omar con la sua gamba di legno e il sidecar, i terroristi, gli integralisti, linotipisti, centralinisti...no! niente di tutto questo...
Tutti si sono placati in un momento. Chiedo ai bangla, già pronti per scappare "ma che è successo?" e loro
"fuori ci sono i banditi che vogliono rubare dai finestrini" (che sono sbarrati, tra l'altro), e probabilmente entrare, penso io, visto che i treni indiani hanno le porte sempre aperte, roba che ti puoi sporgere come una scimmia durante il viaggio o buttarti al volo come Indiana Jones.
E mi chiedo se c'era bisogno di scappare così, per andare dove poi? Nel deserto del Pradesh? Dove non ho visto acqua per kilometri e kilometri e il sole batte incessantemente per quattordici ore? Muori subito!
Così da questo eccitante momento il testosterone si è alzato e tutti hanno pensato di essere in un film di Jackie Chan e hanno parlato e discusso a voce alta con le luci accese nel cuore della notte.
Io sono l'unica che ha rispento la luce e saltuariamente mi alzavo e gridando dicevo "Cretini! deficienti! State zitti!" in italiano ovviamente, così solo per sfogarmi...
Dopo quarantadue ore di treno arrivo a Kolkata, caldissima e umidsissima e io ho una simpatica aggiunta di mestruazioni che non guastano mai. Riesco a prendere un taxi scamparlento guidato da un cinese che suda più di me e ha una maglietta sintetica, fatta, pare, con la gomma per le ruote delle macchine, volevo tanto consigliargli l'uso della canotta di cotone. Dopo un ora di incessante traffico e clacson assordanti arrivo nel pacifico quartiere dove ho preso una stanzetta. Trovata la casa, con il custode che dorme profondamente su una branda in giardino, salgo le scale, busso a malapena e mi apre una bella donna.
È la signora delle pulizie o qualcosa di simile suppongo. Mi mostra la stanza, io poggio la borsa e cado sul pavimento stremata. Respiro appena. Sono un mucchio di vestiti bagnati e occhi strabuzzati.
Dopo due ore sul pavimento del bagno, un sacchetto di glucosio puro e acqua a volontà mi sono ripresa.
Non ho mai patito tanto in vita mia. Non riuscivo più a muovere gli arti, il mio corpo non rispondeva ai comandi. Quando son tornata a vivere è tornata pure la padrona di casa. Una dolce signora, professoressa all`università di Kolkata, con la casa piena di interessantissimi libri e io la subisso di domande idiote e certe volte temo di romperle le palle. Ha un'adorabile cucciolo di labrador, di nome Gublu. È in quella amabile etàdove gli crescono i dentini, acuminati come punte di spillo che ti si conficcano nei polpacci.
Passa ore a leccarmi le gambe e la mia saggia mamma dice che gli animali quando ti leccano è perche ti stanno assaggiando, il passo dopo è mangiarti. Che dire, chiuderò a chiave la porta.
Ieri Shree (chiamo così la padrona di casa) mentre facevamo colazione mi ha guardato inquieta e mi ha chiesto con un aplomb very british "Flora, hai chiuso la porta del bagno?"
E io inquieta "No!" Corro nel bagno e trovo il cane più felice del mondo con il mio assorbente (usato ovviamente) in bocca, lo sbranava sbatacchiando la testa di qua e là.
È stata una gioia lottare con lui per riprendermi quel che rimaneva dell'assorbente ed estrarre pezzi di plastica e cotone dalla sua bocca e gola.
Gublu ha un'altra divertentissima usanza che è quella di infilarsi nel frigo. Se lo apri per prendere chessò l'acqua, lui ci si infila dentro e spinge il muso più forte che può nel cassetto della verdura e respira profondamente. Povero amore, è disperato, e quando lo sollevi per cacciarlo via ti guarda implorante e con gli occhi ti dice "no no no, non mandarmi via!"
Mi si spezza il cuore.

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