lunedì 27 giugno 2011

Monsoni times ("times" letto alla bulgnais tipo "vanesss")

È iniziato in silenzio…un giorno cos+… un caldo atroce che friggeva le uova, poi nebbia fitta di acqua e pioggerella fastidiosa e poi pioggia da brughiera che finalmente smorza il caldo e infine una notte carica di acqua senza stop. Vento che porta ondate di pioggia fresca. Mi dico: “Esco con le scarpe chiuse”. Poi guardo fuori dalla finestra e mi pare che l`acqua arriva alle caviglie, “No, ciabatta” ripenso. Poi vedo un povero cristo che attraversa la strada con l`acqua fino al sedere!! Oh il tipo è un nano!
Tutte le stradelline del quartiere sono inondate. Non so come sono messe le strade principali, che da qua non si vede nulla, sento solo qualche clacson, raro.. strano!
Vedo galleggiare tutta quella spazzatura che nei giorni di secca se ne stava maleducata sulle strade e adesso è lì che nuota in questo mare e domani devo prendere il treno per andare a Lucknow (città a un giorno di treno da qui) mia ultima tappa dell`impresa. Come faccio ad andare in stazione? Come fa stà gente?
Oggi in effetti non gira nessuno, quello del pane ad esempio latita…vabbè che chi lo ha mai visto?!
Sento il campanello, corro che son curiosa come una bestia di sapere che cosa hanno portato e chi, e quel maledetto non c'è mai! Solo il pane nel cartoccio sulla grata della porta. Quello del latte idem, la busta sulla grata. Vorrei vederli questi fantomatici fattorini: breadman e milkman…
Poi c'è quello che pulisce il cesso... ve lo dico! Entra bello scalzo con la sua scopetta di rami in mano e Gublu varie volte ha tentato di azzannarlo, e rido come una pazza perchè sembra una sit com:
-Suonano alla porta, il cane si allerta, Shree apre la porta, Gublu scatta e si sentono solo, oltre quella porta che mi copre la vista, grida di dolore “Haaa! Haaaaa!”.
Poveruomo, già fa tanto di andar giù col randazzo nel wc (presumo poi, non l`ho mai seguito). Shree mi dice sempre :”Vuoi che pulisca anche il tuo?”, ma sinceramente non mi è chiaro perchè uno debba dar di scopa dentro al water. Poi ho pensato "bho, forse ammazza animali strani che escono dal cesso". Io ad esempio convivo con un geco gigante che vive sulla parete sud tra la libreria e l'angolo ovest e quando sa di essere in vista si appiattisce come una pizzetta e così si sente al sicuro. No, lo vedo benissimo, come ora vedo la sua codina che fa capolino dalla mensola dei libri tra Twain e Wodehouse. La verità è che qua c'è uno per tutto.
C'è quello che lascia il "Telegraph" a terra, poi puntualmente passa il cane che si mangia tutta la prima metà pagina e ti lascia il resto sbavato e talvolta zampato di piscio. Una delizia.
Poi c'è la cuoca…che ridere! Oh lei cucina e basta, poi Gublu può pisciare e cagare ovunque che lei non si sogna minimamente di coprirli col Telegraph, che mi ostino a leggere pure da terra bagnato di urina. E se lo fa è talmente scoglionata che pare proprio non essere il suo compito. Le scansa. E malgrado quella dei pavimenti, quello dello sciacquone, la cuoca, il portinaio (che dorme sulla banda in giardino), quello del latte, quello del pane, quello del giornale e forse qualcun'altro che è sfuggito al mio sguardo distratto, la casa rimane sempre anarchicamente indiana.
Il lassismo si respire come questa umidità. C'è una pigrizia di fondo che traspare pure da questi mobili in disuso, da questi libri polverosi, sulle pareti unte della cucina e nei rivoli calcarei in bagno… tutto così stantio. E ci si rotola qua e la nella pigrizia di questo tempo.
Questo prepotente tempo indiano che vince su qualunque buona volontà, che corrode tutto. Caldo atroce poi pioggia battente.. tutto fa sì che si ciondoli da mane a sera.
Credo sia impossibile vedere un'India stressata e indaffarata. I tempi sono in un caos placido. Finirà il monsone, si, e mi fanno presente che questa è solo una depressione premonsonica.
È così umido che pure la carta dove sto scrivendo ora assorbe l`inchiostro acquosamente allargando i contorni dello scritto.
Che si fa oggi? Nulla, c'è il monsone, si fa la ruggine piano piano.

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