Prima di partire ero convinta che un mondo dove sedevi accanto a carretti di gelato come nei fumetti di topolino, le bottiglie di fanta degli anni 70, gli alberghi pulciosi con gli scarafaggi, i taxi con le nappe sui vetri, i risciò, le collane di fiori veri, il camino in cucina, i pastori al pascolo, riposarsi in ristoranti semidistrutti mangiando su foglie di banano, vedere camerieri scalzi e semi nudi, prendere il the sul treno da un boyler del `50, dormire su una cuccetta stinta accanto a un ventilatore polveroso e decrepito, passaggi a livello che come leva hanno un grosso masso, camion dipinti a mano, informazioni scritte accuratamente a tempera sui vetri degli uffici, mercati lerci e puzzolenti all'inverosimile, quelli che ti scrivono la lettera per strada, bambini che salutano i treni…oh sì, questo e molto altro, che dimenticherò nella bambagia europea.
Insomma ero convinta che, come tutto quello che ti immagini prima di vederlo, fosse un mondo perduto nei libri e nei film, filtrato dalla tv.
No, esiste davvero. Quello che hai solo letto, romanzato, qui c'è…
Io credevo di trovare, come da noi, un mesto riciclo del passato. Mi aspettavo un'India scalpitante lanciata nel futuro. Sì forse in qualche luogo è così, qua e là, qualche triste centro commerciale o ufficio spaziale nel mezzo dell'inferno… ma il resto è un eterno viaggiare con Verga, Pasolini, Flaiano e tutti quegli scrittori, registi e artisti di serie a e b che ci hanno fatto vedere un mondo oramai sepolto.
Qui è vivo, brulica incessantemente.
E ora? Mi aspetto di tornare in Italia e vedere Rosso Malpelo nelle miniere, le maestre di Cuore nelle scuole, dal treno vedere L`uomo dal fiore in bocca e le contadine di Fontamara. Viaggiare nel mondo e incontrare Ragazzo negro o Chatwin in Patagonia e prendere il piroscafo con Poirot… per un attimo mi sono sentita L`uomo del monte con i suoi ananas….
E, se avessi finito di leggerli o comprenderli pienamente, in questi mesi avrei cercato Lara come Zivago, preso il battello con Huck Finn e inseguito il capitano di Whitman.
L'India è un viaggio in quello che ti immagini.
L'India è un luogo della mente, ma nel contempo è vera, è reale…
Ho di nuovo dei sogni e vorrei viaggiare per vedere se il Kenia è quello di Karen Blixen, se Coney Island è quella di Woody Allen, se le autostrade negli States sono quelle di Bruce Springsteen, la Parigi di Paolo Conte, la Praga di Hrabal e l'Egitto di Indiana Jones.
Quanto sarebbe bello vedere tutto questo?
Non pensate valga la pena vivere solo per poter osservare quello che, in fin dei conti, sognamo durante tutta la nostra quotidiana vita?
Il Treno ha fischiato e io ero su quel treno, alla faccia di Pirandello!
Per un attimo ho anche visto Peachy e Dravot adentrarsi nell`Himalaya!
Ciao.

Ciao Flora, solo ora, che sei volata via, leggo questo tuo blog... E quasi me ne pento. Mi sembra di rivederti qui, davanti a me, con quel tuo sorriso contagioso e la tua intelligenza brillante, come poche ne ho conosciute. Per questo la tua scomparsa prematura mi sembra un'ingiustizia insopportabile... E mi dispiace non aver provato neanche a ricontattarti per tanti lunghi anni... Non perché ora non ci sei più, ma perché ho perso una persona piena di risorse, una di quelle persone che lasciano un segno indelebile e contribuiscono a farti diventare quello che sei. Ma io so che ora tu sei lì a guardarci con il tuo sorriso, a ricordarci che spesso ci affanniamo perdendo l'essenziale, quell' essenziale che tu, invece, hai avuto il coraggio di vivere... perché, come scrivi, vale la pena vivere per ciò che sogniamo. Ti abbraccio Flora e spero di rivederti
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