E ora per eliminarlo, da mantide quale sono, sto usando ritrovati ayurvedici che quando applico le due gocce nella cornea brucio e urlo di dolore, ma spero sia l`effetto della disinfezione.
Comunque, incurante di mio marito, vado a prendere l'autobus per andare in centro.
I bus sono belli tanto quanto i camion, con le destinazioni dipinte a mano e quelli che urlano fuori dal portello frasi che sentite sembrano dire tipo "OWAOWAOWAOWA!!!"
Ti ci buttano dentro come un sacco e poi ti fanni il gesto del: "Dammi i soldi o ti spacco", sono parecchio diffidenti i commercianti e simili. Alla fermata c'erano due signori e tre capre.
Legate al paletto della banchina, che è cosa rara qui, perchè ti fermi un po' dove vuoi a prendere il bus, se lo prendi bene, se no vai a cagare. Erano li con i loro bei collari a sonagli.
Insomma non so se ste tre capre dovevano prendere il bus, e se si dove mai andavano? Fatto sta che il mio non l`hanno preso.
Mi fermo davanti al Victoria Memorial, un museo aperto all'inizio del 900 in memoria dell'omonima regina, che troneggia all'entrata maestosa! In questo parco immenso regna la statua in bronzo di questa cicciona con la faccia severa che tiene in mano la palla del potere (come i papi). Per entrare devi superare una cancellata con le solite mille guardie e metal detector. E proprio lì, seduto sul marciapiedi, c'era uno che teneva a guinzaglio due macachini. Vuole da me dei soldi e per ripagarmi le scimmie balleranno per me.
Io gli do' dei soldi ma rifiuto di veder ballare le povere bestie. Lui ovviamente non mi caga di striscio e alza la bacchetta, che, evidentemente, doveva far scatenare la scimmia in questa fantomatica "monkey dance".
Il macaco guarda dapprima stupito la bacchetta, poi annoiatissimo e con quello sguardo intenso di scimmia pare pensi: "Balla tu pirla!". Mi ha fatto morire dal ridere, poi si e` messo a grattarsi le palline (il macaco non il tipo). Il padrone in realtà era molto amorevole con le due creature e me ne sono andata serena.
Passata l`obesa si entra nel museo. Pieno di quadri e disegni sull`India coloniale.
C'è pure una sala con la ricostruzione di Kolkata presumo, prima dell'avvento inglese. Case di legno dal sapore orientale e gente seminuda che cammina coi cesti in testa.
Mi ha messo un po' di malinconia perchè penso a quanto sia stato traumatico per un popolo l'occupazione aggressiva di una società diversissma, per altro.
Uccelli, all'interno, solcano la cupola del museo. Al sentir cinguettare ho pensato che fossero quei citofoni, di cui l'India è piena, che fanno i versi degli uccelli, non so a cosa servano, ma esistono. Poi ho realizzato che erano passerotti veri: su due bellissimi portoni cesellati e dismessi, in un angolo, frullano di continuo scoiattoli che si inseguono l'un l'altro.
Insomma il Victorial Museum è pieno di bestie.
Gli scoiattoli poi sono adorabili, e, come diceva uno "sono solo topi con la coda pelosa e proprio per questo attributo superfluo li amiamo", arrivando poi alla conclusione che l'uomo ama esclusivamente il superfluo. Vedete voi, daltronde pure i pavoni non sono altro che tacchini con la "pavona".
Al piano superiore c'erano meravigliosi quadri e disegni dedicati agli dei hindu.
Uno bellissimo, con la mia preferita, Kali, tutta nera con la lingua da fuori e le mani e i piedi rossi, con quell'elegante collana di testine baffute e il gonnellino di braccia sanguinanti e in mano tiene pure una testa decollata di un ometto coi mustacchi, anche lui sanguinante. Poi Shiva, Devi e la sala con le personalità importanti dell`India, dal Mahatma a Raju Gandhi… insomma il museo è molto piacevole e fresco, ve lo consiglio. Se non altro per gli scoiattoli.
Fuori nel parco coppiette amoreggiano e ho pure fatto un calcolo veloce che per ogni coppietta appartata c'è un guardone dietro al cespuglio. Giuro!

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